Un consorzio a guida italiana costruirà il primo grande modello linguistico europeo

Gaia Banfi
Un consorzio a guida italiana costruirà il primo grande modello linguistico europeo
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L’Europa si dà una risposta concreta alla sfida dell’intelligenza artificiale globale. La Commissione europea ha selezionato il progetto EUROPA, un consorzio guidato dall’azienda italiana Domyn (ex iGenius), come vincitore del Frontier AI Grand Challenge. L’obiettivo è sviluppare un modello di AI di frontiera, open source, capace di operare in tutte e 24 le lingue ufficiali dell’Unione europea.

Cos’è il Frontier AI Grand Challenge e perché conta

Il Frontier AI Grand Challenge è un programma lanciato dalla Commissione europea nel febbraio 2026 con un obiettivo preciso: identificare i migliori soggetti in grado di sviluppare un modello di intelligenza artificiale con oltre 400 miliardi di parametri. Si tratta di una soglia che colloca il sistema nella stessa categoria delle piattaforme AI più avanzate oggi disponibili a livello globale, quelle sviluppate dai grandi player americani e asiatici.

La competizione rappresenta un segnale politico chiaro: l’Europa non intende restare osservatore passivo nella corsa all’AI, ma vuole sviluppare capacità proprie, su infrastrutture proprie, secondo valori propri. Il progetto EUROPA è la risposta concreta a questa ambizione.

Come parte del programma, il consorzio riceverà fino al 2,5% della capacità di supercalcolo EuroHPC per un anno, una delle allocazioni di potenza computazionale AI più significative mai concesse dall’Unione europea.

Domyn: l’azienda italiana al centro del progetto europeo

La guida del consorzio è affidata a Domyn, azienda italiana nata come iGenius e poi riposizionata con un nuovo nome e una nuova missione. Alla guida c’è Uljan Sharka, nato nel 1992, cittadino italiano di origini albanesi. La società ha costruito negli anni una competenza specifica nel campo dell’AI applicata ai dati aziendali, e ora si trova a guidare uno dei progetti tecnologici più ambiziosi mai affidati a un’impresa italiana.

La scelta della Commissione europea di affidare a un’azienda italiana la leadership di questo consorzio rappresenta un riconoscimento del potenziale tecnologico presente nel Paese, spesso sottovalutato nel confronto con le grandi potenze digitali. Domyn ha dichiarato di essere orgogliosa di assumere questa responsabilità insieme ai partner del consorzio EUROPA.

Il progetto: un modello AI in 24 lingue e open source

EUROPA punterà a costruire un foundation model, ovvero un modello di grandi dimensioni addestrato su enormi quantità di dati, capace di svolgere un’ampia gamma di compiti: generazione di testi, traduzione automatica, analisi documentale, assistenza conversazionale e molto altro.

La caratteristica distintiva rispetto ai modelli sviluppati fuori dall’Unione è il supporto nativo a tutte le 24 lingue ufficiali europee. La maggior parte dei modelli attuali è ottimizzata per l’inglese, con qualità decrescente per le altre lingue. EUROPA nasce invece con l’obiettivo esplicito di valorizzare l’intero patrimonio linguistico europeo.

L’approccio open source è un altro elemento strategico fondamentale. Il modello sarà reso liberamente disponibile, consentendo a imprese, università, centri di ricerca e pubbliche amministrazioni di utilizzarlo, studiarlo, adattarlo e costruire nuove applicazioni senza dipendere da piattaforme commerciali esterne.

Perché l’open source è una scelta strategica per l’Europa

La scelta dell’open source non è solo tecnica, ma risponde a una precisa visione politica e industriale. Da un lato, favorisce la trasparenza e la verificabilità dei modelli, temi centrali nel dibattito sulla governance dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, abbassa le barriere di accesso per startup e imprese che vogliono sviluppare servizi basati sull’AI senza sostenere i costi delle licenze proprietarie.

Per la Commissione europea, l’accessibilità del modello rappresenta anche uno strumento per accelerare la diffusione dell’AI nei diversi settori economici e produttivi, evitando che la capacità di innovazione rimanga concentrata nelle mani di pochi operatori globali. Come ha dichiarato la Vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, EUROPA dimostrerà che l’Europa può competere con i migliori restando fedele ai propri valori di apertura, fiducia e autonomia strategica.

Le ricadute per imprese, ricerca e pubblica amministrazione

Le potenziali ricadute del progetto sono ampie. Per le imprese europee, EUROPA potrebbe rappresentare una piattaforma su cui sviluppare applicazioni verticali in settori come manifattura, sanità, finanza, energia e servizi professionali, senza dipendere da contratti con hyperscaler extraeuropei.

Per il mondo della ricerca, l’accesso a un modello di grandi dimensioni consentirebbe di accelerare studi e sperimentazioni a costi sostenibili. Le pubbliche amministrazioni, infine, potrebbero beneficiare di un’infrastruttura AI sviluppata secondo standard europei, con attenzione alla protezione dei dati, alla trasparenza algoritmica e al rispetto delle normative comunitarie. Il progetto EUROPA potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione per l’AI europea: ambiziosa, inclusiva e sovrana.

Articolo originale: hdblog

Fonte approfondimento: key4biz

Gaia BanfiLumenIA
Aiuto le aziende italiane a comprendere e adottare l'intelligenza artificiale in modo concreto, sicuro e misurabile.

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