Emma, il modello AI italiano presentato come baluardo della sovranità tecnologica, non sa fare le tabelline

Gaia Banfi
Emma, il modello AI italiano presentato come baluardo della sovranità tecnologica, non sa fare le tabelline
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Emma-5, il modello di intelligenza artificiale sviluppato dalla società italiana Egomnia S.p.A. e presentato come contributo alla sovranità tecnologica del Paese, è diventato in pochi giorni il protagonista involontario di una bufala sociale. Decine di screenshot circolati online documentano risposte errate, frasi senza senso e incoerenze elementari — inclusa l’incapacità di eseguire correttamente la tabellina del 9. Al momento in cui Hardware Upgrade ha pubblicato l’articolo, il servizio risultava offline.

Le specifiche tecniche dietro la storia

Al di là dell’ironia social, esistono dati tecnici precisi e verificabili. La famiglia Emma comprende quattro modelli: Emma-3 (125,3 milioni di parametri, 0,6 GB), Emma-4 (317,1 milioni di parametri, 1,48 GB), Emma-5 (550,4 milioni di parametri, 2,46 GB) ed Emma-6, ancora in addestramento e attesa a circa 1,55 miliardi di parametri.

Emma-5 è un transformer decoder-only in stile GPT, con Grouped-Query Attention in rapporto 4:1, RoPE per la codifica posizionale, RMSNorm per la normalizzazione e SwiGLU come funzione di attivazione. Il tokenizzatore è SentencePiece BPE da 50.000 token, l’inferenza passa attraverso ONNX Runtime eseguibile in locale. Il limite più rilevante è la finestra di contesto di soli 2.048 token — una soglia che limita la capacità del modello di gestire conversazioni lunghe o documenti estesi.

Su Vespucci, il benchmark proprietario dell’azienda (875 domande in italiano), Emma-5 dichiara un punteggio del 57,8%. Il dato proviene da test interni e non da valutatori terzi indipendenti.

Cosa dice davvero Egomnia

Un elemento da considerare: Egomnia non ha mai dichiarato che Emma-5 fosse in grado di competere con i modelli internazionali di fascia alta. Il sito ufficiale definisce i modelli Emma come “progetti sperimentali”, esclude esplicitamente qualsiasi uso professionale, legale, medico o finanziario e indica chiaramente i limiti dello strumento. In questo senso, gli screenshot satirici che mostrano “consigli finanziari” colpiscono esattamente il caso d’uso che l’azienda ha formalmente escluso.

Il fondatore: Matteo Achilli e il peso dei precedenti

Il nome Emma non è casuale: è quello della figlia del fondatore Matteo Achilli, che ha avviato Egomnia nel 2012 come social network professionale alternativo a LinkedIn. Achilli era già stato soprannominato “Zuckerberg italiano” da Panorama Economy nel 2012 e aveva partecipato alla docu-serie BBC The Next Billionaires. Nel 2017 la sua storia è diventata il film The Startup, diretto da Alessandro D’Alatri.

L’uscita del film aveva però innescato una serie di articoli critici sulle discrepanze tra le partnership sbandierate da Egomnia e i dati reali della società. Oggi Egomnia è quotata su Euronext Growth Milan con una capitalizzazione di circa 2,3 milioni di euro.

La questione vera: come si comunica un progetto tecnologico

Il caso Emma, secondo un avvocato esperto di diritto digitale citato su StartupItalia, è “più preoccupante che comico”. Il rischio è che una società quotata in Borsa induca il pubblico a confondere un esperimento di scala didattica con il reale livello raggiunto dall’intelligenza artificiale italiana, finendo per indebolire l’idea — in sé condivisibile — di sovranità tecnologica.

In Italia esistono altri riferimenti per chi vuole ragionare seriamente di modelli linguistici sovrani: Minerva, sviluppato dalla Sapienza di Roma e addestrato da zero su testi italiani, e Modello Italia di iGenius, costruito su risorse di calcolo di un ordine di grandezza superiore. Anche a livello europeo, dal progetto svizzero Apertus alle iniziative comunitarie, si opera su parametri, dati e infrastrutture che Emma-5, oggi, non ha.

Articolo originale: hwupgrade.it

Gaia BanfiLumenIA
Aiuto le aziende italiane a comprendere e adottare l'intelligenza artificiale in modo concreto, sicuro e misurabile.

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