L’intelligenza artificiale entra sempre più nello shopping. Uno degli scenari più discussi riguarda la possibilità che sia un assistente AI a effettuare gli acquisti al posto dell’utente finale.
Si tratta di una prospettiva non ancora pienamente in atto, ma che divide consumatori e aziende. Il tema è al centro di una ricerca condotta da Adyen, società tecnologica specializzata nei pagamenti.
I dati sulla disponibilità dei consumatori
Secondo la ricerca, condotta su un campione di 2mila consumatori e 500 retailer, il 43% degli intervistati sarebbe disposto a lasciare che un assistente AI, come ChatGPT o Gemini, gestisca l’intero processo d’acquisto a partire da un semplice prompt.
La disponibilità è particolarmente elevata tra i Millennial, al 45%. L’apertura risulta significativa anche tra le altre generazioni: Gen X al 42%, Gen Z al 42% e Baby Boomer al 41%.
L’AI è già oggi uno strumento di acquisto diffuso. Il 34% dei consumatori italiani dichiara di aver utilizzato assistenti AI per semplificare la propria esperienza d’acquisto negli ultimi dodici mesi, con Gen Z al 52% e Millennial al 44%.
Vantaggi percepiti e condizioni di fiducia
Tra chi usa assistenti AI durante lo shopping, il 65% ritiene che aiutino a risparmiare tempo e il 64% che aiutino a orientarsi tra le numerose opzioni online. Il 54% vorrebbe che i retailer impiegassero l’AI per suggerimenti proattivi sui prodotti.
Il passaggio dal suggerimento al ruolo di personal shopper dipende però dalla fiducia. I consumatori italiani indicano come priorità processi di reso e assistenza post-acquisto semplici, al 38%.
Seguono la fiducia che l’AI ottimizzi l’acquisto per il miglior rapporto qualità-prezzo, al 34%, e la chiarezza su chi sia responsabile in caso di errori, al 32%. Restano rilevanti anche sicurezza dei dati di pagamento e privacy, al 32%.
Le posizioni dei retailer e i dubbi
Per chi non è ancora pronto a delegare, le preoccupazioni riguardano soprattutto il controllo. Il 48% cita la perdita di controllo, il 39% non ne vede la necessità e il 36% teme errori di taglia, colore o prodotto.
Sul fronte delle aziende, l’80% dei retailer italiani si dichiara aperto ad abilitare l’agentic commerce. Il 41% lo considera una priorità strategica e il 48% intende investire nella tecnologia entro dodici mesi.
Tra i contrari, il 37% delle aziende teme di perdere il rapporto diretto con il cliente. Secondo Gabriele Bellezze, Country Manager di Adyen Italia, la direzione è rendere l’AI un canale aggiuntivo che offra un nuovo modo di acquistare, mantenendo però il controllo del retailer su relazione e dati.
Attualmente, negli Stati Uniti l’agentic commerce è già parzialmente attuato, con la finalizzazione dell’acquisto sul sito del rivenditore.
Articolo originale: https://www.pambianconews.com/2026/07/07/lai-strategica-anche-per-lo-shopping-il-40-degli-italiani-dice-si-allagentic-commerce-489892/



