La Banca centrale europea ha lanciato un allarme sui mercati azionari legato all’euforia per l’intelligenza artificiale. Secondo la BCE le valutazioni delle Borse statunitensi sono vicine ai massimi storici.
Anche le valutazioni dell’area euro sono cresciute, seppure in misura più contenuta. L’attenzione si concentra soprattutto sui grandi titoli tecnologici americani, i cosiddetti Magnifici Sette.
Questi titoli hanno beneficiato dell’entusiasmo degli investitori per l’intelligenza artificiale. La BCE osserva che una concentrazione così marcata può amplificare gli effetti di un eventuale calo dei mercati.
Un rischio di correzione paragonato alla bolla delle dot-com
La BCE richiama uno schema ricorrente osservato nelle rivoluzioni tecnologiche del passato. A una fase di forte crescita degli investimenti e delle valutazioni segue spesso una brusca correzione.
Il fenomeno si è già visto con le ferrovie e con l’elettricità. Negli anni Novanta lo stesso schema ha riguardato Internet e la bolla delle dot-com.
Il confronto con le dot-com serve a inquadrare il presente. La ricerca della BCE sottolinea che l’euforia intorno a una tecnologia promettente non garantisce che le valutazioni di mercato siano sostenibili nel tempo.
L’esposizione delle famiglie e degli investitori europei
Secondo i dati citati dalla BCE, le famiglie dell’area euro detengono circa 440 miliardi di euro di titoli tecnologici americani. Gran parte di questa esposizione passa attraverso fondi ed ETF.
Anche compagnie assicurative e fondi pensione presentano esposizioni rilevanti verso lo stesso comparto. Questo collega direttamente l’andamento dei mercati statunitensi ai risparmi europei.
Una caduta dei listini potrebbe innescare riscatti e vendite forzate. In questo scenario il ribasso iniziale rischia di amplificarsi e di trasformarsi in un problema di stabilità finanziaria.
Meno margini di intervento rispetto al passato
La BCE evidenzia una differenza importante rispetto alla bolla delle dot-com. Il punto di partenza attuale lascia meno spazio di manovra alle autorità.
La leva dei tassi di interesse e quella della politica di bilancio appaiono oggi più limitate. Ciò riduce la capacità di attutire le conseguenze di un’eventuale crisi dei mercati.
L’allarme non è una previsione di crollo, ma un invito alla prudenza. La BCE segnala che una correzione legata all’intelligenza artificiale potrebbe avere effetti più ampi di quanto suggerisca il solo settore tecnologico.
Il messaggio complessivo riguarda la gestione del rischio. Investitori e istituzioni sono chiamati a valutare con attenzione l’esposizione verso un comparto trainato da aspettative molto elevate.
Fonte: ilsole24ore primaonline
Articolo originale: hdblog



