Un numero crescente di aziende statunitensi sta valutando i modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Cina come alternativa ai sistemi di OpenAI e Anthropic. La ragione principale e il costo, diventato un fattore decisivo per molte imprese.
Secondo i dati raccolti, i modelli open-weight cinesi possono costare fino a nove volte in meno rispetto ai modelli di punta americani. Questo divario sta modificando le scelte tecnologiche di diverse organizzazioni.
Tra i fornitori piu citati figurano DeepSeek, Moonshot (Kimi), Zhipu (con il modello GLM, noto anche come Z.ai) e Alibaba (Qwen). Si tratta in gran parte di modelli a pesi aperti, che le aziende possono eseguire con maggiore flessibilita.
Un divario di prezzo fino a nove volte
Il confronto piu citato riguarda l’esecuzione dello stesso carico di lavoro su piattaforme diverse. Far girare quel carico tramite Claude di Anthropic costa circa 4.811 dollari, mentre lo stesso compito sul modello GLM di Zhipu costa circa 544 dollari.
La differenza corrisponde a quasi nove volte il prezzo. In generale, i modelli open-weight di DeepSeek, Alibaba (Qwen) e Z.ai (GLM) risultano dal 60% al 90% piu economici rispetto ai modelli di riferimento di OpenAI e Anthropic.
Anche i costi di addestramento sono al centro del dibattito. Il modello M1 della cinese MiniMax sarebbe stato addestrato a un costo circa 200 volte inferiore rispetto a quello dichiarato per GPT-4 di OpenAI. (Fonte: https://www.aol.com/finance/china-minimax-debuts-m1-ai-165658590.html)
Lo spostamento del mercato verso i modelli cinesi
Il cambiamento e visibile anche nei dati di utilizzo. A partire dall’8 febbraio 2026, le aziende statunitensi hanno indirizzato ogni settimana oltre il 30% dei loro token su OpenRouter verso modelli open cinesi.
In alcuni momenti la quota ha toccato il 46%, contro una media dei dodici mesi vicina all’11%. Il dato indica un’accelerazione rapida nell’adozione di queste soluzioni.
Un esempio concreto arriva da Lindy, una startup di San Francisco che sviluppa assistenti AI. L’azienda ha spostato parte dei suoi carichi di lavoro da Anthropic a DeepSeek, dichiarando risparmi per milioni di dollari. (Fonte: https://cryptobriefing.com/openai-anthropic-pricing-pressure-chinese-ai/)
Prestazioni e risposta del settore
Il fattore prezzo non e l’unico elemento in gioco. Sul benchmark SWE-bench Pro, dedicato alle capacita di coding degli agenti, il modello GLM 5.2 di Zhipu ha ottenuto un punteggio di 62,1, superando GPT-5.5 di OpenAI, fermo a 58,6.
Di fronte a questa pressione, OpenAI starebbe valutando una riduzione significativa dei prezzi dei token, secondo quanto riportato all’inizio di giugno 2026. Una mossa simile suggerirebbe che l’azienda considera la concorrenza cinese sui prezzi un fattore rilevante e non marginale. (Fonte: https://www.techrepublic.com/article/news-chinese-ai-models-cost-risk/)
Restano tuttavia aperte alcune questioni per le imprese, in particolare quelle legate alla sicurezza dei dati e alla gestione del rischio quando si adottano modelli sviluppati all’estero. Alcune organizzazioni scelgono di limitare questi modelli a compiti non sensibili.
Il quadro complessivo mostra un mercato in cui il prezzo e diventato un elemento centrale della concorrenza. Per molte aziende, il risparmio potenziale e sufficiente a giustificare almeno una fase di sperimentazione.
Articolo originale: cnbc.com




